martedì 17 febbraio 2015

Carnival time!

Il vestito di Arlecchino


                                        Per fare un vestito ad Arlecchino
                                      ci mise una toppa Meneghino,
                                     ne mise un'altra Pulcinella,
una Gianduia, una Brighella. 
Pantalone, vecchio pidocchio,
ci mise uno strappo sul ginocchio,
e Stenterello, largo di mano
qualche macchia di vino toscano.
Colombina che lo cuci'
fece un vestito stretto cosi'.
Arlecchino lo mise lo stesso
ma ci stava un tantino perplesso.
Disse allora Balanzone,
bolognese dottorone:
"Ti assicuro e te lo giuro
che ti andra' bene li mese venturo
se osserverai la mia ricetta:
un giorno digiuno e l'altro bolletta!



di Gianni Rodari

lunedì 9 febbraio 2015

Aspettando Carnevale!

Pignoccata
Ingredienti: 4 uova
• 400 g di farina
• 50 g di burro
• 50 g di zucchero
• 1 pizzico di sale
PER LA DECORAZIONE
• 300 g di miele
• palline di zucchero colorate
• 1 boccetta d'acqua di fiori d'arancio

TEMPO COTTURA  10-20 min                      
TEMPO PREPARAZIONE  45 min

PORZIONI
4 PORZIONI



PROCEDIMENTO
Le prime notizie storiche sul Carnevale siciliano risalgono al 1600 e riguardano la città di Palermo. Col passare del tempo, la ricorrenza divenne sempre più sfarzosa nella preparazione degli addobbi, dei costumi e delle maschere, realizzando così il desiderio collettivo di evadere dalla routine quotidiana. Il Carnevale di Palermo ha un passato glorioso, costituito da cortei in cui si esibivano numerosi costumi barocchi, palii allegorici e commedie rappresentate in piazza. Il momento magico di questa manifestazione si ebbe soprattutto nel 1700, quando la festa coinvolgeva tutti, dai nobili al popolino.

Le vie cittadine, soprattutto quelle principali come il Cassaro e la Strada Nuova, erano teatro di festeggiamenti e delle Carrozzate, le sfilate delle carrozze patronali che ospitavano i nobili del luogo che amavano mescolarsi col popolo, mentre i teatri cittadini ospitavano numerosi giochi e balli in maschera. Attualmente, la festa palermitana del Carnevale viene vissuta come recupero della memoria e delle antiche tradizioni che l'hanno resa famosa.
Il fasto culinario legato al Carnevale è espressione tipica dell'abbondanza della ricorrenza. Durante la settimana si fa largo uso di sughi di carne e di pietanze elaborate. Come i maccheroni al ragù, fatti a mano con uova e farina e conditi con un ragù preparato con cotenna di maiale e spezie, e l'antico minestrone del giovedì grasso preparato nella Contea di Modica, che unisce verdure come le patate, le fave secche, cipolle, prezzemolo, sale e pepe al lardo di maiale privato di cotenna e tagliato a cubetti; di dolci ricchi come le teste di turco, frittelle dolci ripiene di crema ed uva passa tipiche di Modica, e meno elaborati come la pignoccata, dolce tipico del Carnevale palermitano.
I miei ricordi del Carnevale sono legati alla Palermo degli anni '60. Quel che resta nella memoria è un groviglio di sensazioni fatto di suoni, rumori, colori, profumi e musica, e di gente che si divertiva con poco e di poco, semplicemente passeggiando per i mercati e acquistando i dolci tipici che, agli occhi di una bambina e sotto le luci delle bancarelle, assumevano colori ancor più sfavillanti, mentre gli adulti organizzavano feste in casa con abbondanti buffet e cotillons, oppure andavano a ballare il twist nei locali del centro. Come in quelle scene dei film italiani in bianco e nero, alla fine tutti tornavano a casa un po' brilli e confusi, ma felici. Non senza aver mangiato il dolce di Carnevale tipico. Proprio quello di cui vi parlerò oggi.
Per prima cosa formerete una fontana di farina. Poi, in una ciotola, sbatterete le uova insieme al burro fuso e allo zucchero, e le unirete alla farina, amalgamando bene l'impasto che dovrà assumere una consistenza corposa, fino ad ottenere una palla liscia. Quindi, inizierete a realizzare dei serpentelli che taglierete a tocchetti della lunghezza di un centimetro circa e ai quali darete la forma di palline. Nel frattempo, avrete versato un'abbondante quantità di olio di semi di arachide in una padella dai bordi alti in cui, quando avrà raggiunto una temperatura adeguatamente alta, friggerete le palline fino a farle dorare uniformemente, quindi le disporrete su di un vassoio in cui avrete adagiato della carta che assorbirà l'olio in eccesso. Dunque prenderete un'altra padella con il fondo antiaderente in cui scioglierete il miele e l'acqua di fiori d'arancio a bassa temperatura, quindi aggiungerete le palline, mescolando bene in modo tale da ricoprirle uniformemente. Infine verserete in un unico piatto o, se preferite, in piattini o coppette singole, guarnirete con palline di zucchero colorate e servirete.



da: Cucchiaio D'argento 

domenica 1 febbraio 2015

"Io sono Febbraio"!

                            

 

Vengo subito dopo la merla,
il mio freddo è come una sberla,
sono il mese dei travestimenti,
balli, canti e divertimenti.
scegli la maschera quella più bella.

Sono il più piccolo dei miei fratelli,
per arrivare faccio balzelli.
Ogni quattr’anni, mi allungo di un giorno,
ma l’anno dopo piccino ritorno.

Non sono un sarto, non son calzolaio
non sono dottore e non porto il saio,
ma delle chiacchiere son buongustaio
è stato un piacere, io sono Febbraio.

martedì 6 gennaio 2015

E' arrivata la Befana!

Viene viene la Befana   

Viene viene la Befana
Da una terra assai lontana,
così lontana che non c’è…
la Befana, sai chi è?
La Befana viene viene,
se stai zitto la senti bene:
se stai zitto ti addormenti,
la Befana più non senti.
La Befana, poveretta,
si confonde per la fretta:
invece del treno che avevo ordinato
un po’ di carbone mi ha lasciato.

                       
                                                                                                  Gianni Rodari

sabato 3 gennaio 2015

Dolci festività!

Anche se Natale è passato, vi propongo dei "dolci" alberelli da preparare e gustare con i vostri cari! 

Sablés integrali ai pistacchi e cioccolato

Ingredienti per circa 50 biscotti:
200 g di farina Petra 9 (o altra farina integrale di qualità)
130 g di burro freddo di frigo
90 g di zucchero semolato
60 g di farina di pistacchi
1 tuorlo
1 pizzico di sale
250 g circa di cioccolato fondente

Nella ciotola della planetaria versate le due farine (la petra 9 e quella di pistacchi) e il burro freddo tagliato a tocchetti. Impastate a bassa velocità con il gancio a k fino a quando otterrete un impasto sabbiato che non dovrete lavorare molto (se non avete la planetaria potete in alternativa utilizzare il mixer, procedendo ad impulsi per non surriscaldare troppo l’impasto). Unite adesso lo zucchero semolato, il tuorlo e il pizzico di sale, quindi azionate di nuovo l’apparecchio e impastate molto velocemente. Formate la classica palla, avvolgetela nella pellicola per alimenti e ponete in frigorifero a raffreddare per almeno 3 ore.


Trascorso questo tempo, prelevate l’impasto e stendetelo su di una superficie infarinata aiutandovi con un mattarello. Dovete portarlo allo spessore di 3 mm. Infarinate il tagliapasta prescelto (il mio ad alberello) e ricavate tante sagome che disporrete, opportunamente distanziate, su di un paio di vassoi rivestiti di carta da forno. Proseguite in questo modo fino ad esaurimento della pasta e ponete i vassoi in frigorifero per 15 minuti. Fate cuocere i biscotti nel forno già caldo a 180° per circa 12 minuti. Lasciateli raffreddare completamente su di una griglia per dolci, quindi immergeteli per metà nel cioccolato fondente che avrete fatto fondere a bagnomaria. Disponeteli su di una griglia per dolci in modo da far colare il cioccolato in eccesso e fateli riposare fino a quando quest’ultimo si sarà solidificato.


Buon appetito!


da: Il cucchiaio d'argento.

giovedì 1 gennaio 2015

Happy New Year!

"Oroscopo"
O anno nuovo, che vieni a cambiare
il calendario sulla parete,
ci porti sorprese dolci o amare?
Vecchie pene o novità liete?

Dodici mesi vi ho portati,
nuovi di fabbrica, ancora imballati;
trecento e passa giorni ho qui,
per ogni domenica il suo lunedì.


Controllate, per favore:
ogni giorno ha ventiquattr’ore.
Saranno tutte ore serene
se voi saprete usarle bene.

Vi porto la neve: sarà un bel gioco
se ognuno avrà la sua parte di fuoco.
Saranno una festa le quattro stagioni

se ognuno avrà la sua parte di doni.

                                   

     G.Rodari

mercoledì 24 dicembre 2014

Dov'è il cappello di Babbo Natale?-A Christmas Tale!

Nella casa di babbo Natale tutto era pronto: la slitta, i regali, le renne...era mezzanotte!!!
l'orologio della piazza suonò dodici rintocchi
“Senti è Natale”!!! disse Rudolf la renna
“stanotte finalmente portiamo i regali “ disse Blitzen la renna
“Ma dov'è Babbo Natale “ disse Rudolfh
“  Babbo Natale , Babbo Natale, dove sei? Chiamarono le renne
Eccomi qua !” disse Babbo Natale uscendo sulla porta di casa
“Babbo Natale Partiamo “ disse Blitzen
“Si, sono pronto ...arrivo subito “ disse Babbo Natale rientrando in casa.
Babbo Natale non si era accorto che Gina la civetta era appollaiata sul ramo dell'abete tutto illuminato,
Le civette si sa, fanno paura di notte con quegli occhioni gialli, ma in fondo in fondo sono buone e si divertono tanto a fare gli scherzi a chiunque  sia nei paraggi.
Così la civetta Gina decise che quella notte avrebbe fatto un bellissimo scherzo a Babbo Natale...
“ se non ci sbrighiamo faremo tardi  e non riusciremo a portare tutti i regali in una notte“ disse Rudolph spazientita
“Forzaaaa si Parteee “ urlò Babbo Natale uscendo di casa
“Ehi Babbo Natale ma dov'è il tuo cappello” disse Blitzen
“Non lo so !” disse Babbo Natale toccandosi la testa
Come!! non sai dov'è il tuo cappello “ disse Blitzen
“Prima l'avevi in testa “ disse Rudolpf
“ E adesso dov'è “ disse Blitzen seccata
“ Non me lo ricordo più “ disse Babbo Natale
“ Hai guardato sotto il letto ?” disse Rudolf
Babbo Natale entrò in casa, guardò sotto il letto ma il cappello non c'era
“ No, non c'è” disse Babbo Natale
“ Hai guardato nell'armadio? “ disse Rudolf spazientita
Babbo Natale guardò anche lì ma il cappello non c'era
“No !! disse Babbo Natale non c'è neanche qui
“Guarda sotto la poltrona?“ disse Blitzen
Babbo Natale guardò sotto la sua grossa poltrona vicino al camino, ma del cappello neanche l'ombra.
“E adesso come facciamo !!?” chiese Blitzen spaventata a Rudolf
La renna Rudolf era effettivamente preoccupata; non era mai successo prima d'ora che Babbo Natale perdesse il cappello.
“Certo che Babbo Natale non può essere un vero Babbo Natale senza il cappello” pensò Blitzen
Il tempo passava.  Anche Babbo Natale era preoccupato: Pensava a tutti i bambini del mondo che in quella notte magica aspettavano proprio lui. Come poteva essere diventato così sbadato, dove poteva essere finito il suo cappello?
“ Sempre la stessa storia: l'anno scorso ha perso i guanti, l'anno prima gli occhiali e ora il cappello... sta proprio invecchiando” disse Blitzen.
Rudolf intanto cercava di darsi da fare per trovare il cappello, quando vide, coperto da un po' di neve, un grosso scatolone pieno di cappelli.
“Babbo Natale !! vieni presto !!vieni qui subito” urlo Rudolf
Era dà un po' passata la mezzanotte quando gli abitanti del paese di Babbo Natale, preoccupati perchè la slitta non era ancora partita, si
avviarono verso la casa di Babbo Natale per capire cosa stava succedendo.
“Guarda !!” disse Rudolf indicando lo scatolone
“ è pieno di cappelli, magari c'è anche il tuo!” disse a Babbo Natale.
Babbo Natale  prese dallo scatolone un cappello... era marrone, se lo mise in testa..
“no, è mio “disse il falegname prendendo il suo cappello dalla testa di Babbo natale
Babbo Natale ne prese un altro , se lo mise in testa ...ma si sentì una voce che diceva:”Quel cappello è mio ridammelo subito!”
Babbo Natale ora era veramente triste:
“Nessuno riceverà i regali questa notte!! non sono un vero Babbo Natale senza il mio cappello”
La civetta Gina, appollaiata sul ramo, si stava divertendo un mondo; in testa aveva il cappello di Babbo natale ma nessuno se ne era accorto, nemmeno la renna Rudofl. !
Nel silenzio che seguì, la civetta volò dal ramo aprì le sue ali e volò intorno alla slitta passando vicinissima alle corna di Blitzen.
“Guarda..... Guarda là..... Babbo Natale ....guarda dov'è il tuo cappello!!” urlò Blitzen con tutto il fiato che aveva.
Babbo Natale vide finalmente il suo cappello ...e la civetta Gina si posò delicatamente sul suo braccio.
“Tieni  il tuo cappello “ disse la civetta.
Babbo Natale si mise il cappello sulla testa.
“ Guardate!!! Babbo Natale ha il cappello!” disse Blitzen
“Finalmente ora possiamo dirlo “ Disse Rudolf tirando un sospiro di sollievo
“ Aspetta un momento.... “Disse Babbo Natale sedendosi sulla slitta
“ecco ora  si che possiamo dirlo...... BUON NATALE!!!
“BUON NATALE a tutti” dissero Rudolf, Bitzen e...naturalmente Babbo Natale volando nel cielo pieno di stelle.


da: Ti racconto una fiaba!

domenica 7 dicembre 2014

Sweet Xmas!

Il Natele si sta avvicinando e vi propongo delle "dolci" idee da provare e far assaporare ai vostri cari,soprattutto ai piccoli di casa!

 Biscotti alberello
Ingredienti:
Farina di Grano tenero tipo 00: 640 gr
Lievito in Polvere per dolci: 1 bustina
Cioccolato in polvere: 60 gr
Bicarbonato: 1 cucchiaino
Zucchero a velo: 96 gr
Burro: 200 gr
Miele: 130 gr
Uova: 1
Sale: 1 pizzico
Ingredienti per la crema
Albumi: 4
Zucchero a velo: 512 gr
Vaniglia in polvere: 1 bustina


Unite il burro e lo zucchero a velo fino ad ottenere un impasto spumoso. Mescolando con cura aggiungete il miele e l'uovo. Ora uniamo farina, cacao, lievito e sale fino ad ottenere una pasta ben uniforme.
Avvolgere il panetto di pasta in una pellicola e lasciar riposare in frigorifero per 2 ore.

Tolto il panetto da frigorifero stendete la pasta con una altezza massima di 4/5 mm e con stampini a forma di stella di dimensioni diverse ricavate i biscotti.
Infornate il tutto a 180° C per circa 5/10 minuti a seconda delle dimensioni dei biscotti. Una volta cotti lasciateli raffreddare su una griglia.

Preparate la crema montando a neve i 4 albumi, lo zucchero a velo e la vaniglia fino ad ottenere una crema compatta.

Una volta pronto il tutto iniziate a costruire gli alberi intervallando biscotti e crema.


Fonti: Il cucchiaio d'argento 

giovedì 20 novembre 2014

Giornata internazionale dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza!

Oggi, 20 Novembre, si celebra in tutto il mondo la Giornata internazionale dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza.

La scelta per la celebrazione ricorda il giorno in cui, nel 1989, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite adottò la Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

“Tutti siamo stati bambini e tutti noi condividiamo il desiderio per il benessere dei nostri figli che è sempre stato e continuerà ad essere la principale aspirazione dell’umanità”, ha dichiarato il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon. Le Nazioni Unite invitano tutti i paesi a celebrare la giornata organizzando eventi volti a promuovere il benessere dell’infanzia.


Venticinque anni fa il mondo, attraverso la Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, si è preposta l'obiettivo di promuovere i diritti dei bambini e degli adolescenti, per consentire loro di crescere e di esprimere il loro pieno potenziale. 


Nonostante ciò,ancora oggi molti bambini e adolescenti, anche nel nostro Paese, sono vittime di violenze o abusi, discriminati, emarginati o vivono in condizioni di grave trascuratezza.


DIRITTI CHE VORREI

I diritti che vorrei
sono miei e anche tuoi.
Voglio un mondo di diritti,
non sopporto i rovesci.
Non posso gioire sulla Terra
se tu combatti in una guerra.
E come posso io mangiare
se tu sei costretto a digiunare?
Lo studio è importante
da Oriente a Occidente,
perché ne ha diritto
solo chi è abbiente?
Non ne posso proprio più
di vedere il mondo a testa in giù.
Voglio anch’io per te lottare
ed il Mondo migliorare.
E i Potenti della Terra
hanno il dovere di ascoltare.
Tutti i bambini hanno
il diritto di mangiare,
di giocare e di studiare.
Siamo diversi e siamo tanti,
ma siamo bambini tutti quanti.
E tu che sei adulto,lo dovresti ben sapere.
Lo so,anche tu hai il "diritto" di sbagliare
ma sei ancora in tempo a rimediare.
Se i nostri diritti farai rispettare,
il mondo potrai umanizzare.

                                                                                           Rosetta Cavallo


martedì 11 novembre 2014

San Martino!


La nebbia a gl'irti colli
piovigginando sale ,
e sotto il maestrale
urla e biancheggia il mar;

ma per le vie del borgo
dal ribollir de' tini
va l'aspro odor dei vini
l'anime a rallegrar.

Gira su' ceppi accesi
lo spiedo scoppiettando:
sta il cacciator fischiando
su l'uscio a rimirar

tra le rossastre nubi
stormi d'uccelli neri,
com'esuli  pensieri,
nel vespero  migrar.


                                                    Giosuè Carducci

venerdì 31 ottobre 2014

Trick or treat?!- Dolci da paura!

La notte di Halloween è ormai giunta alle porte e per rendere ancor più creativa tale festa vi propongo alcune dolci idee da proporre ai vostri bambini!


"Torta di zucca con fantasmini"


Ingredienti:
 
250 g di farina 00

150 g di miele

1/2 bustina di lievito per dolci

50 g di zucchero

2 uova

1 dl di olio di semi di arachidi

150 g di zucca già pulita

60 g di gherigli di noce

50 g di uvetta

zucchero al velo

2 dl di panna vegetale

1 rotella di liquirizia

Taglia la zucca a dadini di 2 cm circa di  lato. Metti il cestello per la cottura al vapore in una casseruola,  aggiungi una quantità di acqua sufficiente a sfiorarne il fondo.  Trasferisci la zucca nel cestello, metti il coperchio e cuoci per circa  20 minuti. Frulla la zucca al mixer in modo da ottenere un pure  omogeneo. 

Lascia ammorbidire l'uvetta in  acqua tiepida per 10 minuti. Mescola il pure di zucca con il miele, le  uova, l'olio e lo zucchero. Aggiungi 230 g di farina, il lievito e i  gherigli di noce spezzettati. Sgocciola l'uvetta, asciugala, infarinala  con la farina rimasta, elimina quella in eccesso e uniscila all'impasto.  Mescola ancora. 

Rivesti lo stampo con carta  da forno bagnata e strizzata, versaci il composto preparato e cuoci la  torta in forno già caldo a 180° per circa un'ora. Lasciala raffreddare;  quindi spolverizzala con zucchero a velo. Monta la panna vegetale ben  fredda con la frustra elettrica con 1 cucchiaio di zucchero a velo.  Trasferisci la panna in una tasca da pasticciere con la bocchetta liscia  e decora la superficie della torta con tanti conetti, simili a dei  fantasmini. Taglia dei piccoli pezzetti della stringa di liquirizia,  disponili sulla panna, in modo da creare gli occhi e servi.



"I cappelli delle streghe"



Ingredienti:

Cialde per cono gelato

cioccolato fondente

zuccherini colorati


Fai sciogliere il cioccolato a bagno maria. Lascialo raffreddare un pochino e immergi i coni. Non farlo da bollente o la parigina diventa molle. Decora con gli zuccherini.







da: Donna Moderna.com-di Paola Toia

lunedì 27 ottobre 2014

Halloween is coming !

La notte delle streghe, fantasmi, pipistrelli e essere spaventosi sta per arrivare e io vi voglio proporre un'idea creativa per fare un lavoretto per i vostri bambini: delle buffe e spaventose lanterne di Halloween!





Occorre munirsi di barattoli in vetro, del cartoncino colorato e una candelina con la base in metallo.
Inizialmente fare il disegno che preferite sul cartoncino; poi ritagliatela e incollatela nella parte esterna del barattolo;inserite, infine, all'interno la candelina.




La vostra lanterna è così pronta per essere utilizzata, da mettere alle finestre delle vostre aule scolastiche o delle vostre abitazioni!










sabato 18 ottobre 2014

..."L'educazione è l'unica soluzione"..Malala Yousafzay!


"I libri e le penne sono le armi più potenti,l'educazione è l'unica soluzione".


Queste le parole di Malala Yousafzay, studentessa e attivista pakistana, la più giovane vincitrice del Premio Nobel per la pace,nota per il suo impegno per l'affermazione dei diritti civili e per il diritto all'istruzione - bandito da un editto dei talebani- delle donne della città di Mingora, nella valle dello Swat.

All'età di tredici anni è diventata celebre per il blog, da lei curato per la BBC, nel quale documentava il regime dei talebani pakistani, contrari ai diritti delle donne, e la loro occupazione militare del distretto dello Swat.] È stata nominata per l'International Children's Peace Prize, premio assegnato da KidsRights Foundation per la lotta ai diritti dei giovani ragazzi.

Il 9 ottobre 2012 è stata gravemente ferita alla testa e al collo da uomini armati saliti a bordo del pullman scolastico su cui lei tornava a casa da scuola.Ricoverata nell'ospedale militare di Peshawar, è sopravvissuta all'attentato dopo la rimozione chirurgica dei proiettili.
Il 12 luglio 2013, in occasione del suo sedicesimo compleanno, parla al Palazzo di Vetro a New York, indossando lo scialle appartenuto a Benazir Bhutto e lanciando un appello all'istruzione dei bambini di tutto il mondo.

Il 10 ottobre 2013 è stata insignita del Premio Sakharov per la libertà di pensiero.L'annuncio è stato dato dal presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz, che lo ha motivato dicendo che è una ragazza eroica]. Il premio le è stato consegnato in occasione della Sessione Plenaria di Novembre, a Strasburgo, il 20 novembre 2013.


Il 10 ottobre 2014 è stata insignita del premio Nobel per la pace assieme all'attivista indiano Kailash Satyarthi, diventando con i suoi diciassette anni la più giovane vincitrice di un premio Nobel. La motivazione del Comitato per il Nobel norvegese è stata: “per la loro lotta contro la sopraffazione dei bambini e dei giovani e per il diritto di tutti i bambini all'istruzione” .


« Non mi importa di dovermi sedere sul pavimento a scuola. Tutto ciò che voglio è istruzione. E non ho paura di nessuno. »

giovedì 2 ottobre 2014

..."Essi spargono polvere di stelle"..Festa dei Nonni!


"Nessuno può fare per i bambini
quel che fanno i nonni:
essi spargono polvere di stelle
sulla vita dei più piccoli".
                                                                    


Alex Haley, "I nonni"




Oggi, 2 Ottobre,si festeggia la Festa dei Nonni;ricorrenza civile introdotta in Italia nel 2005 per celebrare l'importanza del ruolo svolto dai nonni all'interno delle famiglie e della società in generale.

La Festa dei Nonni è stata introdotta negli Stati Uniti nel 1978 durante la presidenza di Jimmy Carter su proposta di Marian McQuade, una casalinga del West Virginia, madre di quindici figli e nonna di quaranta nipoti. La McQuade iniziò a promuovere l’idea di una giornata nazionale dedicata ai nonni nel 1970, lavorando con gli anziani già dal 1956. Riteneva, infatti, obiettivo fondamentale per l’educazione delle giovani generazioni la relazione con i loro nonni, portatori di conoscenza ed esperienza.

Negli Stati Uniti la festa nazionale dei nonni (National Grandparents Day) viene celebrata ogni anno la prima domenica di settembre dopo il Labor Day.


Nel Regno Unito, introdotta nel 1990, dal 2008 viene celebrata la prima domenica di ottobre.

In Canada viene celebrata dal 1995 il 25 ottobre.

In Francia, i nonni e le nonne sono festeggiati ogni anno separatamente. La Festa della Nonna già dal 1987, la prima domenica di marzo. Dal 2008 è stata introdotta la Festa del Nonno la prima domenica di ottobre.


martedì 23 settembre 2014

E' arrivato l'autunno!

AUTUNNO

Quando la terra
comincia a dormire
sotto una coperta
di foglie leggere,
quando gli uccelli
non cantano niente.
Quando di ombrelli
fiorisce la gente,
quando si sente
tossire qualcuno,
quando un bambino
diventa un alunno.
Ecco l’autunno!


                                                                                                       
                                                                                                        Roberto Piumini

domenica 14 settembre 2014

.." Maestro - che dopo quello di padre, è il più nobile, il più dolce nome che possa dare un uomo a un altro uomo!"


"Rispetta, ama il tuo maestro, figliuolo.

 Amalo perché tuo padre lo ama e lo rispetta; perché egli consacra la vita al bene di tanti ragazzi che lo dimenticheranno, amalo perché ti apre e t’illumina l’intelligenza e ti educa l’animo; perché un giorno, quando sarai uomo, e non saremo più al mondo né io né lui, la sua immagine ti si presenterà spesso alla mente accanto alla mia, e allora, vedi, certe espressioni di dolore e di stanchezza del suo buon viso di galantuomo, alle quali ora non badi, te le ricorderai, e ti faranno pena, anche dopo trent’anni; e ti vergognerai, proverai tristezza di non avergli voluto bene, d’esserti portato male con lui. Ama il tuo maestro, perché appartiene a quella grande famiglia di cinquantamila insegnanti elementari, sparsi per tutta Italia, i quali sono come i padri intellettuali dei milioni di ragazzi che crescon con te, i lavoratori mal riconosciuti e mal ricompensati, che preparano al nostro paese un popolo migliore del presente. Io non son contento dell’affetto che hai per me, se non ne hai pure per tutti coloro che ti fanno del bene, e fra questi il tuo maestro è il primo, dopo i tuoi parenti. Amalo come ameresti un mio fratello, amalo quando ti accarezza e quando ti rimprovera, quando è giusto e quando ti par che sia ingiusto, amalo quando è allegro e affabile, e amalo anche di più quando lo vedi triste. 
Amalo sempre. E pronuncia sempre con riverenza questo nome - maestro - che dopo quello di padre, è il più nobile, il più dolce nome che possa dare un uomo a un altro uomo."


                                                                                              da: Cuore-E. De Amicis
                                                                                                     Dicembre-Gratitudine

mercoledì 10 settembre 2014

Drinnnn...drinnnn..si rincomincia!


Oggi,dopo le tanto attese vacanze estive, si torna sui banchi di scuola ed è come se
si sentisse l'eco delle campanelle al cambio d'ora e le grida di gioia dei bambini all'ora di ricreazione.


Vi propongo di seguito una poesia del Rodari e auguro a tutti i bambini un felice primo giorno di scuola e buon anno scolastico! 



"Il primo giorno di scuola"

Suona la campanella
scopa scopa la bidella,
viene il bidello ad aprire il portone,
viene il maestro dalla stazione
viene la mamma, o scolaretto,
a tirarti giù dal letto...
Viene il sole nella stanza:
su, è finita la vacanza.
Metti la penna nell'astuccio,
l'assorbente nel quadernuccio,
fa la punta alla matita
e corri a scrivere la tua vita.
Scrivi bene, senza fretta
ogni giorno una paginetta.
Scrivi parole diritte e chiare:
Amore, lottare, lavorare.


                                                                                                           Gianni Rodari

venerdì 29 agosto 2014

Orgoglio di insegnare!






"L'orgoglio della nuova maestra diventa quello di avere aiutato il bambino a fare senza di lei, di aver preparato le vie del suo andare spontaneo, abbattendo i principali ostacoli che potevano impedirlo."


(Maria Montessori)

venerdì 20 giugno 2014

Educare..al futuro!








"Io definisco educazione perfetta e nobile quella che mette un uomo in grado di adempiere con giustizia, abilità e coraggio tutti gli uffici, privati e pubblici, in pace e in guerra." 

                                                                   (J.Milton, Tractate of education,1644)

domenica 1 giugno 2014

E' arrivato Giugno!

Il mese di Giugno-Rodari


Filastrocca del mese di giugno
il contadino ha la falce in pugno:
mentre falcia l'erba e il grano
un temporale spia lontano.
Gli scolaretti sui banchi di scuola
hanno perso la parola:
apre il maestro le pagelle
e scrive i voti nelle caselle...
"Signor maestro, per cortesia,
non scriva quel quattro sulla mia:
Quel cinque, poi, non ce lo metta
sennò ci perdo la bicicletta:
se non mi boccia, glielo prometto,
le lascio fare qualche giretto".